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Parola de Moyses all’approvazione definitiva dei Statuti

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“Eterna è la Sua Misericordia”Eminentissimo Cardinale Stanislaw RylkoEccellentissimo Mons. Josef ClemensReverendissimo Mons. Miguel Delgado Cari fratelli e sorelleOggi, per noi, Comunità Cattolica Shalom, è un giorno di grande grazia e gioia. La Provvidenza divina ha voluto che la celebrazione dei trent’anni di fondazione della comunità coincidesse con l’approvazione definitiva dei suoi Statuti, il cui decreto riceviamo oggi dalla Santa Sede, attraverso il Pontificio Consiglio per i Laici.Nella persona dei superiori di questo Dicastero, che è “la casa dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità”, vorrei ringraziare il Santo Padre. Il “nuovo ceto di annunciatori” dei movimenti e nuove comunità trova necessariamente il suo sostegno “nel detentore di un ministero ecclesiale universale, nel Papa, quale garante dell’invio missionario e dell’edificazione dell’unica Chiesa”. Come diceva l’allora Cardinale Ratzinger, nel congresso mondiale dei movimenti ecclesiali, nel 1998, “il papato non ha creato i movimenti, ma è stato il loro essenziale sostegno nella struttura della Chiesa, il loro pilastro ecclesiale”.Il mio pensiero e il mio cuore ritornano ora a quel nove luglio dell’ottanta, data che precede esattamente di due anni la fondazione della Comunità. A Fortaleza, nella Messa di apertura del Congresso Eucaristico Nazionale, ho vissuto quell’incontro che non avrei mai potuto immaginare: l’incontro tra me, un giovane di vent’anni e il successore di Pietro, il nostro indimenticabile Beato Giovanni Paolo II. Ero stato scelto per offrire qualcosa al Papa, in nome dei giovani, e davanti a Dio e a lui, non volevo offrire altro se non la mia giovinezza, tutta la mia vita in favore dell’evangelizzazione. Prima di tutto l’evangelizzazione dei giovani, e, con loro, di tutti gli uomini lontani da Cristo e dalla Chiesa. Lì, ai piedi di Cristo e ai piedi del successore di Pietro, ho ricevuto una grazia che non potevo prevedere, e che ancora oggi è molto più grande di noi. Da quell’incontro è scaturita una grazia, che due anni dopo, nel 9 luglio dell’ottantadue, avrebbe fatto nascere la Comunità Cattolica Shalom. In questi trent’anni abbiamo fatto un lungo percorso. L’azione dello Spirito Santo, attraverso le grazie e le sfide, e con la costante cura pastorale della Chiesa, ci ha sempre accompagnato fino a questo momento. I nostri Statuti sono il frutto di questo cammino che il Signore ha percorso insieme a noi. Il cammino della pace, le cui fondamenta si trovano nel Vangelo di Giovanni (capitolo venti, versetti diciannove a ventinove). In questo passo il Risorto che è passato per la croce, incontra i suoi discepoli e comunica loro lo Shalom, la pace. Gesù gli fa contemplare il suo cuore aperto, soffia su di loro lo Spirito Santo e li invia come un solo corpo, come testimoni della Sua Risurrezione. È un cammino di contemplazione, unità ed evangelizzazione.Il Santo Padre Benedetto XVI (sedicesimo), ha commentato di recente questo brano del Vangelo:“E’ molto importante quello che riferisce il Vangelo, e cioè che Gesù, nelle due apparizioni agli Apostoli riuniti nel cenacolo, ripeté più volte il saluto «Pace a voi!» (Gv 20,19.21.26). Il saluto tradizionale, con cui ci si augura lo shalom, la pace, diventa qui una cosa nuova: diventa il dono di quella pace che solo Gesù può dare, perché è il frutto della sua vittoria radicale sul male”. (Regina Coeli, Domenica della Misericordia 2012)Sì, nel Vangelo, “Shalom” è una cosa nuova, è una persona: Gesù stesso è lo Shalom del Padre per il mondo. È Lui che fa un’Opera nuova nella nostra vita. Ricevere dalla Chiesa l’approvazione definitiva dei nostri Statuti è una conferma fondamentale. Essa ci dà la sicurezza per perseverare in questo cammino come un vero dono di Dio per la nostra vita e per la vita di molti altri ai quali siamo inviati. Nati “ai piedi di Pietro”, abbiamo ricevuto dal Signore un cuore e uno sguardo cattolici, cioè, universali. Vogliamo, in Cristo, abbracciare tutti i popoli, culture, lingue e nazioni. Sentiamo forte nei nostri cuori il grande mandato che Gesù ha dato alla Chiesa: andare fino agli estremi confini della terra. Conosciamo le grandi sfide del nostro tempo. Ma il Signore ci ha generati proprio per questo tempo! Ci sentiamo, perciò, chiamati da Dio a dare il nostro contributo in questo momento storico. Abbiamo il cuore pieno di quella speranza che non delude! Non siamo soli! Sentiamo la presenza viva di Cristo, del Suo Spirito e della Chiesa con noi, che ci benedicono e ci inviano. Il Riconoscimento Pontificio del 2007 e adesso l’approvazione definitiva dei nostri Statuti ci riempiono di entusiasmo missionario! Questo entusiasmo nasce dalla compassione di Cristo per i giovani, per l’umanità di questo terzo millennio, che vive la più grande sofferenza che può avere il cuore dell’uomo: non conoscere Dio, non conoscere il Suo Amore e la Verità rivelata nel suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo. Il Santo Padre Benedetto XVI (sedicesimo), in questo tempo Pasquale, ci ha ricordato che la Chiesa, di fronte alle sfide, davanti alla prova, si mette in preghiera, affinché, per la potenza dell’effusione dello Spirito, possa “proclamare con parresia, cioè con franchezza, con libertà, con coraggio, la Parola di Dio” (cfr. At 4,29), fino ai confini della terra.Questi giorni a Roma sono storici per noi! Negli anni ottanta, “ai piedi di Pietro”, ho potuto offrire la mia vita a Cristo in favore della Chiesa e dell’umanità. Oggi, 30 anni dopo, sono qui, nel cuore della Chiesa, con lo stesso desiderio di rinnovare quella prima offerta, non più solo, ma con tutto un popolo che il Signore ha generato. E con questo popolo, davanti a Cristo, ai piedi di Pietro, confermato dalla Chiesa, siamo tutti insieme inviati; e con gioia, vogliamo partire per annunciare, con parresia, Cristo, che è lo stesso ieri, oggi e sempre. “Egli è la nostra Pace” (Ef 2,14). Grazie!


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