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5 curiosità sul Sacerdozio nella Comunità Shalom

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PADRE DENYS LIMA, SACERDOTES DA COMUNIDADE DE VIDA SHALOM. IMAGEM: ARQUIDIOCESE DE FORTALEZA/CE

All’interno della Comunità Cattolica Shalom, tra i fratelli chiamati al celibato, il Signore suscita alcune vocazioni al sacerdozio. Attraverso la loro forma di vita, questi fratelli sono chiamati a essere, nel corpo della Comunità, immagine di Gesù Cristo, strumenti di riconciliazione, esempio di dedizione alla cura pastorale delle anime e offerta totale di sé per il Regno dei Cieli.

Prima di tutto, i sacerdoti sono chiamati a essere Shalom. Sia nella Comunità di Vita sia nella Comunità di Alleanza, questi intimi amici di Gesù, tra le esigenze del loro ministero, abbracciano radicalmente il carisma, in una profonda e intensa vivenza del triplice pilastro della vocazione: Contemplazione, Unità ed Evangelizzazione.

Questa settimana, immersi nel mese delle vocazioni, il portale comshalom.org ha preparato un elenco di 5 curiosità sul sacerdozio nella Comunità Shalom che forse ancora non conosci.

1 – I Voti

Il Sacerdote Shalom, nel periodo di ingresso in seminario, emette i suoi voti di Celibato per il Regno dei Cieli. Davanti a Dio e alla Chiesa, assume una vivenza radicale dei Consigli Evangelici di povertà, obbedienza e castità secondo gli Statuti della Comunità.

Con radicalità, abbraccia la Povertà attraverso la rinuncia totale alla proprietà dei beni personali e l’uso sobrio e distaccato dei beni comunitari. Assume l’Obbedienza come grande dono, mediante il quale conforma la propria volontà alla volontà del Padre, riconoscendola, in atteggiamento di Fede, nell’ultima parola delle sue autorità legittimamente costituite. E vive il voto di Castità attraverso il dono totale del suo cuore, del suo corpo e del suo tempo a Gesù, all’Opera e agli altri.

2 – Due stili di vita, una sola vocazione

Nella vocazione Shalom, i sacerdoti possono vivere il loro ministero sia nella Comunità di Vita sia nella Comunità di Alleanza.

A coloro che sono chiamati alla Comunità di Vita spetta vivere nelle “Case Comunitarie, abbracciando pienamente la vita comunitaria, la povertà, l’obbedienza, la castità, la spiritualità, la fraternità, il servizio apostolico della Comunità, in comunione con gli altri membri e forme di vita, secondo il presente Statuto. Sia dedito al carisma e alla missione della Comunità e, con essa, sia disponibile a essere inviato in missione in qualsiasi parte del mondo dove le necessità apostoliche della Comunità e le urgenze missionarie della Chiesa lo richiedano.” (Statuto Shalom, art. 115)

A coloro che sono chiamati alla Comunità di Alleanza, con l’autorizzazione del vescovo, spetta vivere la vocazione Shalom in mezzo agli impegni assunti con la diocesi a cui appartengono. Come gli altri membri della Comunità, i sacerdoti sono chiamati a vivere con radicalità il carisma, anche in mezzo alle loro attività quotidiane, essendo sale della terra e luce del mondo ovunque passino.

3 – “Un fratello tra i fratelli”

Il sacerdote Shalom è chiamato a essere un fratello tra i fratelli. Ma, in fondo, che cosa significa?

Come membro di un corpo, il sacerdote è chiamato a condividere la propria vita come un fratello, così come gli altri: laici, famiglie, celibi, giovani… Non cerca meriti o privilegi a motivo del suo ministero. Sia nelle Case Comunitarie, nella Comunità di Vita, sia nelle Cellule Comunitarie, nella Comunità di Alleanza, il sacerdote si fa uno con i fratelli.

4 – Un modo, un’espressione, un carisma

All’interno della Chiesa vi sono molti carismi e forme di espressione. Come ci ricorda Papa Francesco, non siamo un cerchio ma un poliedro, con diverse facce che riflettono la bellezza e l’unità.

La Comunità Shalom, come una di queste facce, esprime anche nella liturgia l’esperienza fondamentale del carisma: l’incontro con il Risorto che è passato per la Croce. In questo modo, lo Shalom Sacerdote presiede l’Eucaristia con la Spiritualità propria della Comunità, attraverso canti, preghiere e gesti che manifestano il carisma — sempre in comunione con la liturgia della Chiesa.

5 – Sempre pronto a partire in missione

Il Sacerdote Shalom è, prima di tutto, un Missionario. È chiamato a essere Ministro e Discepolo della Pace, andando incontro a coloro che ancora non conoscono l’amore di Dio. Ovunque si trovi, è chiamato a essere testimone gioioso del Risorto che è passato per la Croce. Nel fare le sue promesse nella vocazione, professa la disponibilità ad andare in missione ovunque la Comunità e la Chiesa ne abbiano bisogno — sia in Brasile sia in Mozambico, in Asia o in Europa, in America Latina o in America del Nord.

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