Tutti i momenti sono stati permeati dalla preghiera, dall’ascolto dei partecipanti e dal discernimento nello Spirito Santo. Oltre ai membri del consiglio e ai missionari responsabili delle regioni, hanno partecipato anche il padre Silvio Scolpel, Assistente Internazionale della Comunità, e Gabriella Dias, Assistente alla Comunicazione.
“Una partecipazione intensa e piena d’amore per il carisma”
L’Assistente Missionario della Comunità, Kléber Marinho, ha dato una valutazione molto positiva del ritiro, sottolineando la profondità delle discussioni e il coinvolgimento delle leadership.
“La partecipazione di tutti è stata intensa, con grande impegno nella missione della Comunità. I contributi sono stati di alto livello e il coinvolgimento dei membri del Consiglio e dei responsabili regionali è stato molto buono. Questa partecipazione espressiva rivela l’amore delle leadership per il carisma della Comunità e il rispetto per il nostro fondatore”, ha affermato.
Secondo lui, gli obiettivi proposti per il ritiro sono stati pienamente raggiunti:
“Sia per le fondazioni, sia per i temi trattati, sia per la valutazione delle missioni, abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati. In questa edizione, con la partecipazione più attiva dei responsabili regionali, abbiamo raggiunto un livello molto elevato di corresponsabilità. Abbiamo percepito quanto abbiano collaborato efficacemente nel monitoraggio delle missioni e nella gestione della Comunità.”
Per quanto riguarda le nuove fondazioni, Kléber ha spiegato che i discernimenti sono ancora in corso:
“Non è ancora possibile presentare risultati concreti, ma il nostro desiderio rimane lo stesso: cercare luoghi dove la Comunità possa sviluppare un’attività apostolica intensa, secondo il nostro carisma, e rispondere ai bisogni delle regioni in cui dobbiamo essere più presenti.”
Tra i temi più rilevanti discussi durante il ritiro, ha evidenziato la Giornata Mondiale della Gioventù, la Convenzione Shalom e l’evangelizzazione dei giovani, ambiti che, secondo lui, richiedono “attenzione e dedizione continue, poiché riflettono le priorità della missione della Comunità.”
Una comunicazione più audace
Durante il ritiro, uno dei temi che ha avuto maggiore risalto è stato il servizio di comunicazione della Comunità. Secondo Gabriella Dias, Assistente alla Comunicazione, i partecipanti hanno riconosciuto la necessità che la comunicazione Shalom diventi sempre più audace, creativa ed evangelizzatrice.
“Per me è stata un’esperienza molto ricca poter ascoltare delle missioni e comprendere il contributo che i canali di comunicazione della Comunità possono dare all’avanzamento dell’evangelizzazione. Il nostro servizio su Instagram, sul portale, su YouTube, sulla Radio Shalom e su molti altri fronti può aiutare molto le missioni, perché oggi le persone sono molto connesse”, ha sottolineato Gabriella.
Ha spiegato che questa riflessione ha generato il desiderio di rafforzare ulteriormente i mezzi di comunicazione, rendendoli più solidi e capaci di dialogare con il mondo contemporaneo.
“Oggi comunicare non significa solo parlare, ma anche ascoltare. Abbiamo riflettuto molto su come possiamo ascoltare le persone, consigliare e pregare per loro. Questo è stato uno dei grandi contributi dell’incontro”, ha aggiunto.
Dopo la valutazione delle missioni, i partecipanti hanno anche selezionato nuovi temi di riflessione. Uno di questi è stato l’evangelizzazione dei giovani, un’urgenza che la Comunità riconosce di fronte alle sfide del tempo presente.
“La Comunità ha già un’azione evangelizzatrice molto forte con i giovani, ma di fronte all’urgenza del mondo, ci siamo resi conto che dobbiamo andare oltre ciò che già facciamo”, ha affermato Gabriella.
Secondo lei, questo tema è strettamente legato alla comunicazione:
“I giovani non sono solo connessi; sono molto interconnessi. Per questo abbiamo visto l’importanza del coinvolgimento dei giovani della Comunità di Alleanza nella comunicazione, aprendo nuovi fronti evangelizzatori rivolti ad altri giovani lontani da Dio e dalla Chiesa.”
Lo sguardo delle nuove generazioni
Herico Gabriel, il membro più giovane del Consiglio Generale, ha partecipato al ritiro per la seconda volta. È stato uno dei quattro consiglieri eletti nell’ultima Assemblea Generale per rappresentare la Comunità di Vita.
Durante l’incontro, Herico ha condiviso il rinnovato senso di appartenenza e missione di fronte alle sfide dell’Opera:
“Di fronte alle grazie, alle sfide e ai bisogni della Comunità oggi, cresce in me un grande senso di appartenenza alla Chiesa, alla Comunità e all’Opera. Mi sento più missionario, poiché l’appello dei giovani, dei poveri e della Chiesa è urgente. Desidero essere ciò che Dio ci ha chiamato a essere: una risposta.”
Ha anche evidenziato il ruolo di integrazione tra le generazioni all’interno del Consiglio:
“Mi rendo conto che posso collaborare in due modi: essendo ascoltato per il discepolato del carisma, raccogliendo la saggezza del fondatore per riversarla nella missione, ed essendo voce dei giovani della Comunità e dell’Opera nel Consiglio. Credo che questo contribuisca all’incontro delle generazioni.”
Tornare alle fonti del carisma
Un altro membro del Consiglio Generale, Marco Mencaglia (rappresentante geografico dell’Europa), ha espresso la gioia di partecipare al ritiro di persona:
“Partecipare al ritiro del Consiglio Generale di persona è sempre una grande benedizione. È un momento in cui ogni fratello vive l’esperienza di essere Comunità, di essere Shalom — nel ritmo della preghiera personale, nella fraternità dei pasti, nella condivisione e nella conoscenza delle oltre cento missioni in Brasile e nel mondo.”
Ha anche sottolineato il significato speciale di essere nella Diaconia Generale:
“Sento la Diaconia come casa mia. È un luogo speciale il cui cuore è nella bellissima Chiesa del Risorto, dove partecipiamo alla Messa quotidiana. Come fratello che vive in Europa, sono molto toccato da questa esperienza nei luoghi dove il carisma è nato. Tornare alle fonti mi riempie di motivazione per portare questa bellezza a molti giovani del mio continente.”
L’unità del carisma
Pur partecipando online a causa di un master a Roma, padre Silvio Scolpel, Assistente Internazionale della Comunità, ha sottolineato le grazie sperimentate durante il ritiro.
“Credo che la partecipazione online non abbia compromesso il ritiro; al contrario, mi sono sentito molto raggiunto dalle grazie. Ho visto in tutti i fratelli una sincera ricerca del meglio, con rettitudine, audacia e prudenza. Ma ciò che più mi ha colpito è stato rendermi conto che il ‘meglio’ è vero solo se costruito in comunione.”
Il sacerdote ha sottolineato che la comunione è stata la caratteristica più forte dell’incontro:
“Il meglio non sovrasta i fratelli. È una costruzione fatta nell’unità, nell’amore e nel rispetto reciproco. Questa è stata una delle grandi grazie vissute. Inoltre, ho ricevuto la grazia di ampliare gli orizzonti della missione, con indicazioni concrete per il servizio dell’assistenza internazionale.”
Dalla fonte del carisma all’Amazzonia profonda
Anche Andreia Barros, missionaria responsabile della regione Nord del Brasile, ha visto i suoi orizzonti ampliati. Ha descritto il ritiro come una tappa fondamentale nel suo percorso missionario.
“Questo ritiro è stata una grande benedizione, una tappa per me come responsabile regionale Nord. Primo, per aver visto il soffio dello Spirito che ci chiama come Comunità ad avanzare sempre di più nell’evangelizzazione di tutti i popoli. Per noi, nella regione Nord, questo è un appello ancora più forte di Dio.”
Andreia ha ricordato azioni concrete di evangelizzazione con persone in situazione di vulnerabilità sociale nella regione Nord:
“Abbiamo due case di promozione umana nella Regione Nord — una a Chaves, Marajó, e l’altra a Cruzeiro do Sul, Acre — dove lavoriamo con i bambini. Questi progetti coinvolgono missionari e volontari che dedicano la loro vita, generando grandi frutti nelle vite di questi bambini, trasformandoli per sempre.”
“Lascio questo ritiro con la certezza che Dio vuole sempre di più il nostro ‘sì’, la nostra crescita e il nostro servizio. Le aspettative sono altissime: avanzare nell’evangelizzazione, nell’Amazzonia profonda e nel cuore dei poveri — non solo materialmente, ma spiritualmente e moralmente”, ha concluso.
Una comunità in ascolto e discernimento
Durante il ritiro, il Consiglio Generale e i Responsabili Regionali hanno anche visitato alcune iniziative della missione a Fortaleza-CE: Progetto Shalom Amici dei Poveri, Scuola Shalom e Spazio di Pace.
Tra preghiere, condivisioni e discernimenti, i partecipanti sono tornati nelle loro regioni con il cuore rinnovato e il desiderio di continuare a collaborare con i sogni di Dio per la Comunità e per la Chiesa.
“Usciamo da qui convinti che il Signore ci chiama a un’evangelizzazione sempre più audace, fedele al carisma e attenta ai segni dei tempi”, ha riassunto uno dei consiglieri.


