La Pasqua è la festa delle feste, il centro della nostra fede. Meditando il Vangelo di Giovanni (Gv 20,1–9), siamo invitati a correre con i discepoli verso il sepolcro vuoto. La Risurrezione di Gesù non è soltanto, come crediamo, un fatto storico, ma la vittoria definitiva della Vita sulla morte, della Luce sulle tenebre. Nel mattino di Pasqua, il “vedere” fisico si trasforma nel “credere” del cuore, aprendo all’umanità un nuovo orizzonte di speranza.
Per aiutarvi a pregare con questo Vangelo, presentiamo i cinque punti centrali della nostra riflessione basata sul podcast
Maria Maddalena: L’Apostola degli Apostoli
Maria Maddalena è la prima ad arrivare al sepolcro “…di buon mattino, quando era ancora buio” (Gv 20,1). Quell’oscurità era più che l’assenza della luce del sole; era una notte nell’anima di chi, non comprendendo ancora la Risurrezione, cercava un cadavere da venerare invece del Signore Vivente. Tuttavia, nel suo “pellegrinaggio” d’amore constata l’assenza del corpo e corre da Pietro e dal discepolo amato. Ci insegna che, anche quando brancoliamo nella fede o viviamo “albe” di dolore, dobbiamo continuare a cercare il Signore con perseveranza. In seguito, la sua permanenza e il suo pianto (cfr. Gv 20,11–18) saranno ricompensati con l’apparizione di Gesù, che la invierà agli apostoli; per questo è chiamata Apostola degli Apostoli.
Simone Pietro: La testimonianza che conferma la Chiesa
Udendo il racconto della Maddalena, Pietro corre al sepolcro. Benché il “discepolo amato” arrivi per primo, attende Pietro, rispettando il suo primato e la sua autorità. Pietro entra nel sepolcro e osserva i dettagli: le bende di lino posate a terra e il sudario che era stato sul capo di Gesù, avvolto in un luogo a parte. La figura di Pietro rappresenta il Magistero della Chiesa, colui che dà l’ultima parola e conferma i fratelli nella fede, garantendo che la testimonianza della Risurrezione sia fedele e ordinata.
Il Discepolo Amato: L’identità di chi è amato
Il testo fa riferimento al “discepolo che Gesù amava” o all’“altro discepolo” (Gv 20,2–3.8). Più che un’identificazione personale dell’autore del Quarto Vangelo, questo titolo è un invito per ciascuno di noi: sentirci anche noi “discepoli amati” che corrono con entusiasmo incontro a Gesù. La sua fede (“Egli vide e credette” (Gv 20,8)) nasce dall’intimità con il Maestro; non ha bisogno di un’apparizione fisica immediata, perché la vista dei segni nel sepolcro è sufficiente affinché il suo cuore riconosca la vittoria del Signore.
I segni nel sepolcro: Le bende e il sudario
La descrizione minuziosa delle bende di lino posate a terra e del panno (sudario, in greco) che era stato sul capo di Gesù, avvolto a parte (che significa: Io ritornerò!) è un segno fondamentale. Se il corpo fosse stato rubato, i ladri non si sarebbero presi la cura di sciogliere le bende o di piegare il sudario e metterlo da parte. Questa disposizione nel sepolcro vuoto indica un evento divino e ordinato: Gesù non è tornato alla vita come Lazzaro (che uscì ancora avvolto nelle bende e dovette essere sciolto), ma è risorto a una vita nuova, lasciando i segni di quei teli piegati. L’impressionante immagine della Sindone di Torino sfida gli scienziati da secoli.
La comprensione delle Scritture
Il Vangelo si conclude osservando che, fino a quel momento, non avevano compreso la Scrittura che diceva che Gesù doveva risorgere dai morti. Il compimento della Parola di Dio è il vero fondamento della nostra speranza, elevando il sepolcro vuoto a monumento di vittoria definitiva. La luce della Risurrezione illumina tutto ciò che è stato detto sia nell’Antico Testamento (cfr., per es., Sal 15(16),9–10; Os 6,2) sia dallo stesso Gesù e poi dagli apostoli che hanno testimoniato (dato la vita per la fede). Siamo invitati a passare da una fede basata sul “vedere” segni sensibili a una fede matura, fondata sull’ascolto e sulla comprensione profonda della Parola.
Passi della Lectio Divina
Lettura (lectio): Leggete attentamente Giovanni 20,1–9. Accompagnate Maria Maddalena, di buon mattino, al sepolcro. Cercate di visualizzare la corsa di Pietro e Giovanni, il silenzio del sepolcro e la disposizione delle bende di lino e del sudario avvolto a parte.
Meditazione (meditatio): Con quale personaggio vi identificate maggiormente oggi? Con la ricerca perseverante della Maddalena, con l’autorità di Pietro o con la fede intuitiva del Discepolo Amato? Che cosa nella vostra vita sembra ancora “oscuro” e ha bisogno della luce della Risurrezione del Signore?
Preghiera (oratio): Pregate con gioia: «Signore Gesù, Vincitore della morte, Ti adoro in questo mattino di luce! Togli le pietre che chiudono il mio cuore e donami la grazia di “vedere e credere” nella Tua presenza costante. Che la gioia della Risurrezione rinnovi la mia speranza…» (continuate secondo l’ispirazione dello Spirito Santo).
Contemplazione (contemplatio): Rimanete in silenzio davanti al sepolcro vuoto. Sentite il sollievo di sapere che la morte non ha l’ultima parola. Adorate il Cristo Risorto che riempie tutto l’universo con la Sua gloria.
Azione (actio): La Pasqua è missione. Individuate qualcuno che vive nella tristezza o nello scoraggiamento e portategli una parola di speranza e l’annuncio gioioso: «Il Signore è risorto, alleluia! Sì, è veramente risorto! Alleluia!»