“È l’ora della responsabilità”. Con questo appello, Papa Leone XIV si è rivolto ai partecipanti alla 47ª edizione del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, svoltasi a Rimini, in Italia. Di fronte a un mondo segnato da guerre, divisioni, disuguaglianze e crisi, il Pontefice ha invitato a “invertire la rotta” e a “riaccendere sogni e visioni”, invece di alimentare la stanchezza e la disperazione.
Con il tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, ispirato all’ultimo verso del Paradiso di Dante Alighieri, il Meeting di quest’anno ha riunito incontri, mostre e attività dedicate al dialogo sulla vita, sulla società, sulla fede e sulle sfide del mondo contemporaneo.
La presenza del Santo Padre è stata uno dei momenti centrali del programma. Al suo arrivo al Grand Auditorium della Fiera di Rimini, Leone XIV è stato accolto con entusiasmo dai partecipanti. In un saluto spontaneo, rivolgendosi in modo particolare ai giovani, ha affermato che l’amore è “la forza che può davvero cambiare il mondo” e li ha incoraggiati a camminare insieme per costruire un mondo di pace e di amore.
Tra i partecipanti all’incontro vi era Padre Silvio Scopel, Assistente Internazionale della Comunità Cattolica Shalom, che ha seguito da vicino la visita del Pontefice. Secondo il sacerdote, uno degli aspetti che più lo hanno colpito è stato l’entusiasmo dimostrato dal Papa di fronte alla presenza dei giovani.

Il “realismo della misericordia”
Il messaggio di Leone XIV al Meeting ha sottolineato anche la necessità di superare quello che il Papa ha definito un “falso realismo” che, di fronte ai conflitti e alle difficoltà del mondo, può alimentare la paura, la chiusura e la logica dello scontro. Nel suo discorso, il Pontefice ha proposto invece il realismo della misericordia e la capacità di riaprire orizzonti di speranza.
“È l’amore che muove il mondo” è stata una delle idee centrali della riflessione del Pontefice, in sintonia con il tema di questa edizione del Meeting. Per Leone XIV, la risposta cristiana alle sfide del presente non passa semplicemente dalla conquista di spazi o dall’influenza sociale, ma dall’esperienza di una vita trasformata dall’incontro con Cristo.
Il Papa ha inoltre sottolineato che la verità può essere trovata soltanto nella libertà e che la Chiesa non deve guardare alla società contemporanea come a un nemico. Al contrario, è chiamata a comprendere il presente, abitarlo e testimoniarvi la novità del Vangelo.
“Il mondo ha bisogno di comunione”
In un altro momento della visita, incontrando i giovani al Villaggio Ragazzi, Leone XIV ha ripreso un’espressione di San Giovanni Paolo II: “Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, è della comunione”. Il Pontefice ha affermato che questa comunione comincia anche dai giovani, attraverso l’amicizia, il rispetto reciproco, la carità e l’impegno per la pace.

La visita a Rimini si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa al Porto della città. Nell’omelia, il Papa ha ricordato che ogni autorità nella Chiesa è chiamata a essere servizio, sottolineando che questa responsabilità riguarda non soltanto il Papa, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, ma tutto il popolo di Dio.
Nel corso della visita, Leone XIV ha incontrato anche persone malate, con disabilità e in condizioni di povertà assistite dalla Caritas di Rimini. In quell’occasione, ha ribadito che le persone che soffrono devono essere al centro della comunità cristiana e ha invitato tutti a partecipare attivamente alla vita della Chiesa attraverso le parrocchie, le associazioni e gli spazi di accoglienza e di servizio.
La presenza del Papa a Rimini ha lasciato così un messaggio che va oltre i confini del Meeting: di fronte a un mondo segnato da conflitti, divisioni e incertezze, la Chiesa è chiamata a testimoniare che l’amore, vissuto nella libertà e nella comunione, continua a essere una forza capace di trasformare le persone e le società.
Per i partecipanti, tra cui Padre Silvio Scopel,
“l’incontro è stato anche un’occasione per rinnovare la consapevolezza che la missione cristiana non si realizza in modo isolato, ma come parte di un unico popolo, chiamato a camminare insieme e a comunicare al mondo l’amore di Dio”.
Il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli
Il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli è nato nel 1980 a Rimini, come espressione dell’esperienza cristiana di persone legate al movimento Comunione e Liberazione (CL), fondato dal sacerdote italiano Luigi Giussani negli anni Cinquanta. Con l’obiettivo di promuovere l’incontro e il dialogo sulle grandi questioni dell’uomo e della società, nel corso dei decenni il Meeting è diventato un importante spazio di dialogo culturale e religioso, riunendo persone provenienti da esperienze, Paesi e tradizioni differenti. Oggi l’evento attira migliaia di partecipanti e si è affermato come una delle principali iniziative culturali e religiose in Italia.