Shalom

I membri della Comunità Shalom usano la creatività per incontrarsi e pregare online

Gli incontri di preghiera online rafforzano la presenza della speranza in ogni casa.

Jovens usam a criatividade para se encontrar e rezar na internet

I giovani usano la creatività per incontrarsi e pregare su Internet. La routine della Chiesa in molti paesi a causa dell’epidemia del coronavirus. Messe, incontri pastorali, ministeri e gruppi di preghiera sono stati cancellati per evitare l’agglomerazione di persone. Per aiutare i fedeli a vivere il periodo di quarantena, comunità sacerdoti e perfino i laici hanno cominciato ad usare Internet come missione di Evangelizzazione e per mantenere la vita fraterna tra i membri. I membri della Comunità Cattolica Shalom sono entrati in questo movimento e la sfida dell’isolamento è stata superata per mezzo di videochiamate e trasmissioni online.

Creatività per mantenere la fraternità

Gli incontri di preghiera rafforzano la presenza della speranza in ogni casa, come nel caso della giovane Leticia Gabriele, che vive a Fortaleza, nel Cearà. “In questo tempo in cui stiamo vivendo tante cose difficili, partecipare all’apostolato anche tramite video e pregare uniti anche nei social network, porta speranza, una Fede, che veramente tutto andrà bene e mettendo tutto nelle mani di Dio, Lui realizza”. Lei si è riunita con altri membri del suo apostolato lo scorso mercoledì, il 18.

“É incredibile avere l’opportunità di essere in comunione anche essendo lontani uno dall’altro. Io credo che questa Quaresima che stiamo vivendo è esattamente quello Gesù ha vissuto nel deserto per 40 giorni, un periodo di solitudine, difficoltà e dolori, ma siamo stati fortunati per aver avuto la possibilità di stare insieme attraverso di internet e attraversare il deserto in comunità per vivere la vita nuova che verrà. Abbiamo recitato il Rosario tutti i giorni insieme e questo mi lascia molta pace e speranza che giorni migliori verranno e che Dio si è curato di noi e del mondo intero. La preghiera quotidiana ci riporta di nuovo a noi stessi affinché noi possiamo incontrare Dio. Dio ascolta il clamore del suo popolo ed è meraviglioso acclamare e rendere grazie a Lui anche stando lontani gli uni dagli altri”, ci racconta Aline, giovane del gruppo di preghiera della missione di Roma.

Anche il giovane Pedro Italo ha vissuto questa esperienza. “Era strano all’inizio, ma a lungo andare, con pazienza, tutto si è sistemato ed è andato bene, il modo di pregare, l’interazione con chi pregava dimostra solamente quanto la tecnologia sia buona per questi scopi, e quanto, principalmente, Dio non ci abbandona! É stata un’esperienza molto bella”.

 

Traduzione: Valeria Cerroni


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