Praticamente, la maggior parte della nostra vita come Comunità è stata vissuta sotto il Pontificato di Giovanni Paolo II. Tra i tanti aspetti, mi piacerebbe dare risalto ad uno in particolare: la parresia. Il tratto distintivo di San Giovanni Paolo II è un tratto evangelizzatore, il Papa che ha viaggiato di più nella storia della Chiesa, che ha iniziato il suo Pontificato dicendo “Aprite! Aprite le porte al Redentore!”, che aveva dentro di sé un bisogno immenso di uscire, di andare incontro, come il nostro caro Papa Francesco ci invita a fare. Papa San Giovanni Paolo II è un Papa che aveva un amore immenso per i giovani, un amore immenso per l’umanità.

Niente fermava i suoi passi, a parte quando doveva salutare un giovane, un bambino e dare la sua benedizione. Io pensavo: “Mio Dio!”
Non poteva semplicemente dire che era ormai vecchio, malato, che non ce la faceva più… No!
Io lì compresi, ancora meglio, cosa sentiva nel cuore: niente poteva trattenerlo, né la pallottola dell’attentato, nè il progredire dell’infermità, né l’età: cera qualcosa che aveva un’urgenza nel cuore, l’urgenza di testimoniare l’amore di Gesù Cristo al cuore dell’umanità.
Un altro nome che potremmo dare a tutto questo è parresia, con la quale, certamente, ha contribuito e influenzato la nostra Comunità Shalom.