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Venerdì Santo

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La croce non è più un oggetto di legno ma è il Volto che rivolge un appello, sguardo che mi invita a una comunione. Lo sguardo che mi invita a guardarlo, lo sguardo dell’Altro che mi trasforma sempre.

Nella Croce ecco Dio, l’Amante che è carne nella passione di Gesù. Egli soffre per amore perché soffre per il male che noi ci facciamo: il male inflitto a Gesù vittima, infatti, è l’icona di tutti i nostri peccati, delle sofferenze che provochiamo a noi stessi e agli altri, della mancanza di amore di cui soffriamo e di cui facciamo soffrire.
Ma anche sulla Croce c’è la Buona Notizia: “non siamo noi che abbiamo amato Dio, ma è lui che ha amato noi” (1Gv 4,10); dalla croce di suo Figlio, Dio ci chiede di “credere all’amore “(cf. 1Gv 4,16), ci attira tutti alla croce perché “vuole che tutti siamo salvati” (cf. 1Tm 2,4).


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