Comunità

Visita di Mons. Rino Fisichella alla Comunità Shalom lascia il segno nella Diaconia

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La serata del 28 gennaio rimarrà impressa nella mente e nel cuore dei partecipanti della Veglia  “Ai Confini della Terra”. L’evento è stato preparato per la visita di Mons. Rino Fisichella alla Comunità Cattolica Shalom. L’Arcivescovo venuto dall’Italia è presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione.

Molti sono stati i momenti artistici, formativi e di preghiera che hanno fatto da cornice alla serata. La veglia ha avuto inizio con alcune parole di Mons. Rino Fisichella ai giovani. Subito dopo, i partecipanti hanno potuto assistere allo spettacolo Risposta, rappresentazione che racconta l’inizio della Comunità Shalom,e mostra l’esperienza fatta da Moyses Azevedo, Emmir Nougueira e altri giovani.

L’evento è proseguito con un momento di domande e risposte a Mons. Rino. Le domande venivano fatte da giovani che erano sul palco e da molti che inviavano le loro domande attraverso le reti sociali. All’arcivescovo sono state fatte domande sulla chiamata vocazionale. In risposta lui  ha fatto allusione alla chiamata di Samuele. “Questa voce (la voce di Gesù) non si può più dimenticare. E’ una voce diversa da tutte le altre. Se nella nostra vita non sappiamo fare silenzio, questa voce non ci può arrivare. E’ necessario il silenzio”.

A Mons. Rino è stato chiesto sull’evangelizzazione in mezzo ad una società tanto relativista. Lui ha raccontato che la miglior risposta all’uomo di oggi è la Verità. “Dire la Verità, semplicemente dire la verità. Nessuno di noi vuole  essere ingannato. Molte volte il mondo ci illude, ci fa  vedere ciò che non è reale. E’ necessario che ci diciamo la verità, gli uni gli altri. La Verità è una”.

La serata è andata avanti con lo spettacolo della band “Missionario Shalom”. I giovani di diverse missioni che si sono incontrati nella Diaconia hanno ballato sulle note dei principali successi del gruppo musicale. La canzone “Offerta” ha fatto spazio  ad un momento di Adorazione al Santissimo Sacramento.

Momento Missione

Quando erano all’incirca le 3 di mattina Moysés Azevedo e Emmir Nogueira hanno condotto un momento di “Missione”. Moysés ha affermato che il primo missionario è stato Gesù Cristo perché Lui ha guardato la sofferenza dell’umanità, è uscito dal seno della Trinità ed è venuto a noi. L’essere missionari, secondo lui, parte da un’esperienza di misericordia. “Chi sperimenta la Misericordia di Dio diventa debitore a tutta l’umanità”, ha detto  Moysés.

Emmir Nogueira ha affrontato la tematica del’evangelizzazione. Tra i testimoni dell’evangelizzazione, lei a affermato che per voler evangelizzare le persone in altri paesi, essere missionari in Cina ed in Europa, per esempio, è necessario per prima cosa evangelizzare la persona che è accanto a noi, essere missionari per loro.

A coronare la veglia è stata la celebrazione della Santa Messa, alle 4,30 di mattina. Durante l’omelia il sacerdote ha parlato  della missione di evangelizzare affidata ai giovani.

“I giovani sono le armi di Dio, un’arma di speranza. I giovani evangelizzano attraverso la speranza. Non dobbiamo offrire la nostra vita dopo, perché dopo non riusciamo a fare più niente. Se non facciamo le nostre pazzie il nostro profumo non si spargerà”.


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