
Nel calendario occidentale si ricorda oggi Gregorio Magno, padre della chiesa e papa di Roma.
Gregorio nacque a Roma nel 540. Avviato a una brillante carriera politica, egli giunse a ricoprire, poco più che trentenne, la carica di prefetto della città. Ma, attratto dal desiderio di una più grande intimità con il Signore, abbandonò presto il prestigioso incarico per dare vita sul colle Celio al piccolo monastero di Sant’Andrea, di cui non vorrà mai assumere la carica di abate, per poter servire Dio nell’umile obbedienza. Essendo tuttavia note le sue grandi qualità umane e spirituali, Gregorio fu nominato ambasciatore del papa a Costantinopoli. Anche nella capitale dell’impero d’oriente egli portò con sé un drappello di monaci con cui condividere l’ascolto e la meditazione quotidiana delle Scritture. Eletto papa alla morte di Pelagio ti, Gregorio accettò come unico titolo quello di “servo dei servi di Dio”, continuando a vivere, pur in mezzo ai molteplici impegni del suo nuovo ministero, con cuore semplice e povero di monaco, e servendo anzitutto gli ultimi della sua diocesi.
Vivendo in un periodo di transizione, in cui gli parve spesso di intravvedere i segni della fine imminente della storia, egli seppe far fronte con discernimento ai grandi mutamenti epocali del suo tempo, riconoscendo il ruolo emergente dei popoli barbarici e preoccupandosi di favorire il loro incontro con l’Evangelo, di cui rimase fino alla fine un instancabile annunciatore.
Innamorato della parola di Dio, Gregorio traspose nei suoi scritti la ricchezza della lectio divina personale e il suo amore per il monachesimo. Dobbiamo a lui l’unica biografia antica di san Benedetto, che avrà larga eco in tutto l’occidente. Gregorio morì a Roma nel 604.