Formazione

La Zizzania e il Grano: La Pazienza di Dio e la Speranza della Conversione

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José Ricardo F. Bezerra e Felipe Bezerra

Nel Vangelo di questa 16ª Domenica del Tempo Ordinario, anno A (Mt 13,24-43), la Chiesa continua a meditare il capitolo 13 di San Matteo, il grande capitolo delle parabole. Dopo la parabola del seminatore, Gesù ci presenta la parabola della zizzania e del grano (e la sua spiegazione ai discepoli), accompagnata da altre due: il granello di senape e il lievito. Ancora una volta, il Signore prende immagini della nostra vita quotidiana per rivelarci realtà soprannaturali: nel campo del mondo, e anche nel campo del nostro cuore, il grano e la zizzania crescono insieme fino alla mietitura. È una parabola sulla pazienza di Dio, sul mistero del male e sulla speranza che il Signore ripone in ciascuno di noi.

Come siamo soliti fare, presentiamo di seguito cinque punti per aiutarti a pregare con questo Vangelo, che abbiamo meditato nel podcast «Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio» (https://www.youtube.com/watch?v=2wds9lWJQVc), a cui puoi accedere per ascoltare la nostra condivisione nella lingua che desideri.

1. «Il Regno dei Cieli è simile a…»

Gesù inizia la sua predicazione pubblica annunciando: «Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino» (Mt 4,17). Matteo, da buon giudeo che evita di pronunciare il nome divino, preferisce dire «Regno dei Cieli» invece di «Regno di Dio» (Mc 1,15). Nelle parabole, il Signore parte sempre da un paragone: il Regno non è esattamente il seminatore, la rete o il lievito, ma è simile a queste realtà. Gesù assume il nostro linguaggio e la nostra vita concreta per farci comprendere ciò che è molto al di là di noi. Non c’è nulla di nascosto o segreto nella nostra fede: il Signore vuole essere il più chiaro possibile, perché il Regno non è «qui» né «là», è già in mezzo a noi, a portata di mano.

2. «Colui che semina il buon seme…»

Chi è l’uomo che ha seminato il buon seme nel suo campo? Gesù stesso lo spiega: è il Figlio dell’uomo (Mt 13,37). Origene (185-254 d.C.), Padre della Chiesa, chiamava Gesù autobasileia, il Regno in persona. I discepoli, inviati ad annunciare il Regno, compresero poi che il Regno era Gesù stesso. E il buon seme sono coloro che appartengono al Regno (Mt 13,38), cioè noi quando desideriamo appartenere al Signore. Ma attenzione: non siamo sempre in quella condizione. A volte cadiamo, ci allontaniamo, e per questo non possiamo gloriarci dicendo «io sono certamente grano». Come ammonisce San Paolo: «Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere» (1Cor 10,12). Ciò che ci sostiene è la perseveranza: «Chi persevererà sino alla fine sarà salvato» (Mt 24,13).

3. «Chi è la zizzania?»

Nella spiegazione della parabola, Gesù dà tre caratteristiche della zizzania: «sono coloro che appartengono al Maligno» (…), «coloro che fanno peccare gli altri e coloro che operano il male» (Mt 13,38.41). Prima di puntare il dito, conviene guardare dentro di sé: quante volte noi stessi, in determinati momenti, siamo stati zizzania? Il re Davide, l’unto di Dio, peccò e indusse altri a peccare (cfr. 2Sam 11-12). Pietro, scelto per essere il Capo degli apostoli, rinnegò Gesù tre volte (cfr. Mt 26,69-75) e, ciononostante, il Signore non lo scartò: gli aveva già affidato il governo della sua Chiesa e lo confermò: «pasci le mie pecore» (Gv 21,15-17). Ecco la grande lezione contro la fretta di «cancellare», tagliare fuori e condannare le persone: esiste la possibilità della conversione. Davide si pentì (cfr. Sal 50/51), Pietro pianse amaramente (cfr. Mt 26,75) e tornò. Assomigliare a Gesù è credere nelle persone anche quando peccano, soprattutto quando peccano, e dire: «Torna, sei ancora in tempo».

4. «Il nemico che ha seminato la zizzania è il diavolo»

In opposizione al Figlio dell’uomo, che semina il buon seme, sta il nemico che semina la zizzania: il diavolo (cfr. Mt 13,39), colui che divide, che diffonde l’intrigo, la confusione e la separazione. La parabola è chiara: Dio non è l’autore del male. Ma allora, perché il male esiste? Sant’Agostino insegna che il male non è una «cosa» creata, ma una privazione del bene, così come l’oscurità è la mancanza della luce e il freddo, la mancanza del calore. Dio lo permette perché ci ha creati liberi e perché è capace di trarre beni maggiori perfino dal male stesso. La prova suprema fu la sua morte sulla Croce: dal peggiore delitto che l’umanità potesse commettere, uccidere il Figlio di Dio, il Signore aprì la possibilità della salvezza per tutti. Gesù ha già vinto il male, il peccato e la morte.

5. «La mietitura»

Perché il padrone del campo non permette ai servi di strappare subito la zizzania? Perché la zizzania e il grano sono quasi identici nell’aspetto, e nello strappare l’una si rischierebbe di strappare l’altro. Questa è la pazienza e la misericordia di Dio: in questo tempo crescono insieme, e c’è tempo per la conversione. Ma vi sarà una mietitura, alla fine dei tempi, quando gli angeli faranno la separazione. Il contrasto è forte: per alcuni ci sarà «pianto e stridore di denti», la realtà dell’inferno che il Signore, per misericordia, non ci nasconde; per altri, una promessa luminosa: «i giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro» (Mt 13,43). San Giovanni della Croce paragona questa unione con Dio al legno che, gettato nel fuoco, diventa incandescente e splendente come esso; e Santa Teresa d’Ávila parla delle due candele le cui fiamme si uniscono in una sola. Coloro che ora piangono e sono provati risplenderanno, come Mosè, il cui volto era raggiante dopo l’incontro con Dio (cfr. Es 34,29-35), e come la Vergine Maria, rivestita di sole (cfr. Ap 12,1).

Passi della Lectio per pregare con questo Vangelo

Lettura (lectio): Leggi con calma Matteo 13,24-43. Osserva i personaggi: il seminatore, il nemico, i servi frettolosi, i mietitori. Nota la risposta del padrone del campo: «Lasciate che l’uno e l’altro crescano insieme fino alla mietitura».

Meditazione (meditatio): Riconosco che dentro il mio cuore crescono zizzania e grano? Ho fretta di «tagliare» e condannare gli altri, dimenticando che il Signore è paziente con me? Che cosa ho nutrito di più nella mia vita: ciò che dà frutto o ciò che è vuoto?

Preghiera (oratio): Parla al Signore con sincerità. Chiedi la grazia di una conversione sincera, di non permettere che il risentimento e il male prevalgano nel cuore, e la grazia della perseveranza finale.

Contemplazione (contemplatio): Adora Gesù, il divino Seminatore, che crede in te e non rinuncia a te. Contempla la promessa: «i giusti splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro».

Azione (actio): Fa’ un buon esame di coscienza riguardo alle tre caratteristiche della zizzania citate nella parabola: le volte in cui sei appartenuto al Maligno essendo suo strumento, o hai indotto altri al peccato, o hai tu stesso operato il male. Pentiti, cercando nella Confessione il perdono del Signore.

Conclusione: un invito alla preghiera

In questa parabola il Signore ci affida la sua pazienza e la sua misericordia. Egli non ha fretta di condannarci: ha fretta di salvarci. Perciò non è il momento di arrendersi: ora è il momento di tornare, di rialzarsi ancora una volta, di ricorrere al Sacramento della Riconciliazione e di accogliere la grazia di un cuore nuovo. Comincia la tua preghiera con noi:

«Signore, ti lodiamo e ti benediciamo per questa parabola che ci affidi. Tu permetti che la zizzania cresca insieme al grano, perché molte volte noi stessi assomigliamo a quella zizzania: abbiamo l’apparenza del grano, ma il cuore è lontano da Te. Donaci la grazia di una conversione sincera, di estirpare ogni male dai nostri cuori e di non permettere che il risentimento vinca, ma che il tuo perdono ci rinnovi. Concedici la grazia della perseveranza finale, per essere con te nell’eternità. Vergine Maria, Madre di misericordia, donaci un cuore come quello di Gesù, mite, umile e misericordioso. Amen.»

Che questa settimana ciascuno dei nostri incontri lasci le persone più felici di quanto fossero, che siamo grano che produce frutti di carità, di bontà e di bellezza nella vita degli altri.

Alla prossima domenica!

Shalom!

Nella sezione Formazione trovi i testi della lectio delle altre Domeniche. Dal lunedì al sabato abbiamo un breve video; la domenica, il nostro podcast con il Vangelo Domenicale perché tu possa meditare e pregare. Iscriviti al canale @FelizesOsQueOuvem e invita altre persone, affinché più gente ami e preghi con la Parola di Dio. Lascia il tuo «mi piace» e condividilo con i tuoi amici. Dio ti benedica. Shalom!

Ascolta la nostra condivisione completa nel podcast: https://www.youtube.com/watch?v=2wds9lWJQVc con i sottotitoli che selezioni nella tua lingua.


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